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	<title>Centro Studi Alvise Cornaro &#187; Eventi</title>
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		<title>L&#8217;anziano e le sue fragilità &#8211; 4 giugno 2019 &#8211; Programma</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2019 13:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’anziano e le sue fragilità MARTEDÌ 4 GIUGNO 2019 &#8211; ORE 15,30 Archivio Antico &#8211; Palazzo Bo &#8211; Università degli Studi di Padova “L’anziano e le sue fragilità” è un appuntamento di grande significato per il Centro Studi Alvise Cornaro. Si tratta, infatti, del momento conclusivo di un percorso di ricerca iniziato nel 2016 di cui vengono presentati i risultati finali. Abbiamo promosso e contribuito al finanziamento del “Progetto Pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato”, e discusso il tema nel corso di alcuni appuntamenti convegnistici, perché siamo convinti che la buona funzionalità dei sensi,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>L’anziano e le sue fragilità</h2>
<p><strong><em>MARTEDÌ 4 GIUGNO 2019 &#8211; ORE 15,30</em></strong><br />
<strong><em>Archivio Antico &#8211; Palazzo Bo &#8211; Università degli Studi di Padova</em></strong></p>
<p>“L’anziano e le sue fragilità” è un appuntamento di grande significato per il Centro Studi Alvise Cornaro. Si tratta, infatti, del momento conclusivo di un percorso di ricerca iniziato nel 2016 di cui vengono presentati i risultati finali.</p>
<p>Abbiamo promosso e contribuito al finanziamento del “Progetto Pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato”, e discusso il tema nel corso di alcuni appuntamenti convegnistici, perché siamo convinti che la buona funzionalità dei sensi, in particolare della vista e dell’udito, sia decisiva per una vecchiaia attiva.</p>
<p>La ricerca, che ora offriamo al dibattito scientifico, non ha solo confermato questa convinzione ma ha indicato un terreno su cui si può intervenire positivamente con strumenti medici già in nostro possesso e altri da sviluppare. Possiamo, cioè, non solo fare opera di cura e prevenzione ma intervenire su sensoralità “logorate” con azioni di “restauro” che, non eliminano le ferite ma “esibendo come un pregio le cicatrici dorate”, restituiscono funzionalità ai sensi e permettono di avere una “vecchiaia piena di vita”.</p>
<p>Questo ambizioso progetto è stato realizzato con la collaborazione della Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus di Padova, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Neuroscienze, Sede di Padova “Invecchiamento”, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova (UO di Otochirurgia; UO di Riabilitazione Ortopedica) e dell’UOC Geriatria dell’Università degli Studi di Padova. Un fondamentale contributo per la sua realizzazione è venuto dall’Associazione Volontari Amici degli Anziani (V.A.d.A) dell’OIC.</p>
<p><em>Clelia Tabacchi Sabella<br />
</em><em>Presidente</em></p>
<h2><strong>Programma</strong></h2>
<p><strong>15,30 Saluto delle Autorità</strong></p>
<p><strong>Clelia Tabacchi</strong><em>, Presidente  Centro Studi Alvise Cornaro<br />
</em><strong>Rosario Rizzuto</strong><em>, Rettore dell’Università degli Studi di Padova<br />
</em><strong>Sergio Giordani</strong><em>, Sindaco di Padova</em></p>
<p><strong>15,45</strong><strong>   Interventi</strong></p>
<p><strong>Presiede Stefania Maggi</strong><em>, CNR Istituto di Neuroscienze, Invecchiamento Padova e Vice Presidente Centro Studi Alvise Cornaro </em></p>
<p><strong>Lettura magistrale<br />
</strong><strong>GESTALT: nuovi approcci allo studio dell’invecchiamento<br />
</strong><strong>Luigi Ferrucci</strong><em>, Direttore scientifico National Institute on Aging (NIH), Baltimore, MD, USA</em></p>
<p><strong>16,30   Civitas Vitae, modello di infrastruttura di coesione sociale della Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus<br />
</strong><strong>Fabio Toso</strong><em>, Direttore Generale della Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus Padova<br />
</em><strong>Michela Rigon</strong><em>, Direttore Sanitario Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus Padova</em></p>
<p><strong>16,50 L’Alvise Cornaro Center Study<br />
</strong><strong>Presiede Enzo Manzato</strong><em>, Direttore Clinica Geriatrica-Dipartimento di Medicina, Università degli Studi di Pd</em></p>
<p><strong>L’Alvise Cornaro Center Study: razionale, obiettivi e valutazioni<br />
</strong><strong>Federica Limongi</strong><em>, CNR Istituto di Neuroscienze, Invecchiamento Pd</em></p>
<p><strong>La Frailty<br />
</strong><strong>Giuseppe Sergi</strong><em>, Clinica Geriatrica-Dipartimento di Medicina-Università degli Studi di Padova</em></p>
<p><strong>I disturbi muscolo-scheletrici<br />
</strong><strong>Stefano Masiero</strong><em>, Direttore UOC di Riabilitazione Ortopedica, Dipartimento di Neuroscienze, Università-Azienda Ospedaliera di Padova</em></p>
<p><strong>I disturbi visivi<br />
</strong><strong>Franco Della Dora</strong><em>,</em><em> Specialista in Oculistica, Abano Terme</em></p>
<p><strong>I disturbi uditivi<br />
</strong><strong>Alessandro Martini, Alessandro Castiglione</strong><em>,</em> <em>Dipartimento di Neuroscienze ed Organi di Senso, Azienda Ospedaliera, Università degli Studi di Pd</em></p>
<p><strong>18,30 Discussione generale</strong></p>
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		<item>
		<title>Nemica Solitudine &#8211; Convegno Alvise Cornaro AIP &#8211; 15 novembre 2018</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2018 10:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[NEMICA SOLITUDINE Analisi e proposte per vincere la solitudine dell’anziano Convegno nazionale di studio Giovedì 15 novembre 2018 &#8211; Sala dei Giganti – Palazzo del Liviano Università degli Studi di Padova A cura di: AIP – Associazione Italiana di Psicogeriatria e Centro Studi Alvise Cornaro La solitudine ha effetti devastanti sulla vita della persona anziana; infatti chi è solo muore prima, è a maggior rischio di malattie, in particolare aumenta del 30% il rischio di demenza. La solitudine è un fattore aggiuntivo a molti altri quali l’età, le patologie croniche e la perdita parziale o totale della non autosufficienza in grado di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>NEMICA SOLITUDINE</strong><br />
<strong><em>Analisi e proposte per vincere la solitudine dell’anziano</em></strong><br />
<em><strong>Convegno nazionale di studio</strong></em></p>
<p><em>Giovedì 15 novembre 2018 &#8211; </em><em>Sala dei Giganti – Palazzo del Liviano<br />
</em><em>Università degli Studi di Padova<br />
</em><em>A cura di: </em><em>AIP – Associazione Italiana di Psicogeriatria e Centro Studi Alvise Cornaro</em></p>
<p><em>La solitudine ha effetti devastanti sulla vita della persona anziana; infatti chi è solo muore prima, è a maggior rischio di malattie, in particolare aumenta del 30% il rischio di demenza.</em><br />
<em>La solitudine è un fattore aggiuntivo a molti altri quali l’età, le patologie croniche e la perdita parziale o totale della non autosufficienza in grado di accelerare il processo di “fragilizzazione” della persona anziana. Oggi è indiscutibile che “loneliness can be deadly for elders” (NYT, 30, 12, 2016).</em><br />
<em>La letteratura scientifica presenta evidenze chiare sul collegamento solitudine- rischio grave per la salute, con conseguenze pesanti sul benessere del singolo e delle popolazioni, perché in presenza di un numero elevato di vecchi soli le comunità risentono pesantemente del disagio individuale, che diviene collettivo. Sono stati fatti calcoli anche sul costo economico della solitudine, con la dimostrazione di un peso particolarmente rilevante per i sistemi di welfare.</em><br />
<em>In questa prospettiva si colloca il convegno del 15 novembre a Padova: infatti i relatori rappresentano aree della conoscenza che vanno da quella biologica a quella clinico-psicologica, nonché del mondo della filosofia, della storia, delle arti, della sociologia. Saranno presentati studi condotti nei vari luoghi della vita dell’anziano, dalla grande città al piccolo centro, dalla condizione di povertà a quella del benessere, nonché nell’ambito dei servizi, dove spesso si sperimenta un’acuta solitudine.</em></p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>9.00-13.30 Apertura del convegno e saluto delle autorità</p>
<p><strong> Marco Trabucchi</strong>, <em>Presidente AIP</em><br />
<strong>Clelia Tabacchi</strong>, <em>Presidente Centro Studi Alvise Cornaro</em><br />
<strong>Rosario Rizzuto</strong>, <em>Rettore Università di Padova</em><br />
<strong>Sergio Giordani</strong>, <em>Sindaco di Padova</em></p>
<p><strong>PRIMA SESSIONE</strong><br />
<strong>Moderatori: Stefania Maggi</strong><em>, CNR Istituto di Neuroscienze &#8211; Vicepresidente Centro Studi Alvise Cornaro;</em><strong> Maurizio Paglialunga, </strong><em>giornalista</em><br />
Solitudine: un&#8217;emergenza di salute pubblica<br />
<strong>Diego De Leo</strong><em>, psichiatra, psicoterapeuta – Vicepresidente AIP</em><br />
Aspetti demografici della solitudine<br />
<strong>G. Carlo Blangiardo</strong><em>, demografo – Università di Milano</em><br />
<em>Biologia della solitudine</em><br />
Biologia della solitudine<br />
<strong>Stefano Govoni</strong><em>, farmacologo &#8211; Un. di Pavia</em><br />
Solitudine e demenza<br />
<strong>Michele Farina</strong><em>, giornalista – Corriere della sera</em><br />
Solitudine di chi cura<br />
<strong>Flavio Pagano</strong><em>, scrittore</em><br />
<em>Discussione</em></p>
<p><strong>TAVOLA ROTONDA</strong><br />
<em>Modera</em>: <strong>Paolo Brinis</strong> (<em>Mediaset</em>)<br />
<em>Intervengono</em>: <strong>Roberto Papetti</strong> (<em>Il</em> <em>Gazzettino</em>)<br />
<strong>Paolo Possamai</strong> (<em>Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso</em>)<br />
<strong>Alessandro Russello</strong> (<em>Il Corriere del Veneto</em>)</p>
<p>13.30-14.30 Pausa<br />
14.30-15.00 <strong>Intermezzo musicale &#8211; Conservatorio Cesare Pollini Padova</strong></p>
<p>15.00-17.30 <strong>SECONDA SESSIONE</strong><br />
<em>Moderatori: </em><strong>Luca Telese</strong>, <em>giornalista</em>, <strong>Diego De Leo</strong><em>, psichiatra</em><br />
Solitudine e malinconia<br />
<strong>Bernardino Fantini</strong><em>, storico della medicina – Università di Ginevra</em><br />
Trascendenza e solitudine<br />
<strong>Carlo Zendo Tetsugen</strong><em>, monaco buddhista </em><br />
Le emozioni peggiori<br />
<strong>Vera Slepoi</strong><em>, psicoterapeuta</em><br />
La solitudine dell&#8217;artista<br />
<strong>Cristina Comencini</strong><em>, regista</em><br />
La dimensione filosofica della solitudine<br />
<strong>Umberto Curi</strong><em>, filosofo</em><br />
<em>Discussione generale</em></p>
<p><em>17.30 Conclusioni</em><br />
<strong>Marco Trabucchi</strong></p>
<p>Per info e iscrizioni: info@info@alvisecornaro.org</p>
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		<title>Invecchiare in armonia. Rumori, suoni, musica. Presentazione</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 18:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Invecchiare in armonia. Rumori, suoni, musica” chiude un ciclo di riflessioni sul tema “dei sensi” nella vecchiaia. Abbiamo incominciato nel 2014 con “Sentire lo sguardo”, un approfondimento dedicato alla disabilità sensoriale con l’obiettivo di individuare soluzioni che possono promuovere “l’autonomia e la partecipazione sociale dell’anziano con disabilità”. Del gusto ci siamo occupati nel 2015. Era l’anno dell’Expo e di “Nutrire la terra”. Con un folto panel di esperti, sotto il titolo “A tavola non si invecchia”, abbiamo analizzato diversi aspetti del cibo: nutrizionali, simbolici, sensoriali e, con l’aiuto di Vittorino Andreoli, verificato come il “piacere fisico del cibo che stimola]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/CleliaTabacchi_Web.jpg"><img class="alignleft wp-image-1403 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/CleliaTabacchi_Web-150x150.jpg" alt="CleliaTabacchi_Web" width="150" height="150" /></a>“<em><strong>Invecchiare in armonia. Rumori, suoni, musica</strong></em>” chiude un ciclo di riflessioni sul tema “<em>dei sensi</em>” nella vecchiaia. Abbiamo incominciato nel 2014 con “<em>Sentire lo sguardo</em>”, un approfondimento dedicato alla disabilità sensoriale con l’obiettivo di individuare soluzioni che possono promuovere “<em>l’autonomia e la partecipazione sociale dell’anziano con disabilità</em>”.</p>
<p>Del gusto ci siamo occupati nel 2015. Era l’anno dell’Expo e di “Nutrire la terra”. Con un folto panel di esperti, sotto il titolo “<em>A tavola non si invecchia</em>”, abbiamo analizzato diversi aspetti del cibo: nutrizionali, simbolici, sensoriali e, con l’aiuto di <strong>Vittorino Andreoli</strong>, verificato come il “<em>piacere fisico del cibo che stimola la sensorialità va a costituire l’individualità del soggetto.</em>”<br />
Lo scorso anno, parlando della fragilità dell’anziano, l’analisi si è concentrata sull’udito, evidenziando uno stretto rapporto tra ipocusia e demenza.<br />
Chiudiamo quest’anno con una riflessione che riprende il tema dell’udito e si propone un doppio messaggio. Il primo è di allarme; il secondo, positivo, di incoraggiamento.<br />
L’inquinamento acustico, il “<strong>rumore</strong>”, causa problemi alla salute a breve e lungo termine. Può provocare disturbi del sonno, calo delle prestazioni, effetti cardiovascolari e logoramento dell’appartato acustico. L’armonia, invece, la “<strong>musica</strong>”, produce numerosi effetti positivi sia alla salute che al benessere globale. La musica è utilizzata per migliorare, mantenere o recuperare funzioni cognitive, emozionali e sociali e rallentare la progressione di determinate malattie. Se ne parlerà con cardiologi, fisioterapisti, musicoterapeuti ma anche importanti musicisti, per una testimonianza diretta.<br />
Il convegno è, infine, l’occasione per fare il punto sulla ricerca pilota “Valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato”, che ci sta impegnando insieme alla Fondazione OiC e al CNR di Padova e i cui risultati saranno disponibili nel corso del 2018.<br />
Infine, per tutta la giornata, forniamo, per un’opera di sensibilizzazione, a tutti gli over ’50, visite audiometriche e informazioni sullo stato della memoria attraverso un’unità mobile collocata di fronte a Palazzo Moroni.<br />
<strong><em>Clelia Tabacchi Sabella</em></strong><br />
<strong><em>Presidente</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Invecchiare in armonia &#8211; Programma Convegno</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Oct 2017 10:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Programma Invecchiare in armonia. Rumori, suoni, musica 15,30 Saluto delle Autorità Interventi 16,00 Presentazione ed esposizione dati del progetto pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato Stefania Maggi, CNR Istituto di Neuroscienze, Invecchiamento Padova e Vice Centro Studi Alvise Cornaro 16,15 Impatto dell’inquinamento acustico sulla salute dell’anziano Ludovica Malaguti Alberti, Centro Nazionale Sostanze Chimiche, ISS Fisioterapia e ripartenza 16,45 Musica e invecchiamento: esperienze cliniche e di ricerca in ambito psico-geriatrico Alfredo Raglio, Musicoterapeuta 17,15 Applicazioni della musica nella clinica cardiovascolare Sabino Iliceto, Università degli Studi di Padova 17,45 Effetti della musica sul musicista professionista e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Programma</strong></p>
<h3>Invecchiare in armonia.<br />
Rumori, suoni, musica</h3>
<p>15,30 Saluto delle Autorità<br />
<strong>Interventi<br />
</strong>16,00 <em>Presentazione ed esposizione dati del progetto pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato<br />
</em><strong>Stefania Maggi</strong>, <em>CNR Istituto di Neuroscienze, Invecchiamento Padova e Vice Centro Studi Alvise Cornaro</em></p>
<p>16,15<em> Impatto dell’inquinamento acustico sulla salute dell’anziano</em><br />
<strong>Ludovica Malaguti Alberti</strong>, <em>Centro Nazionale Sostanze Chimiche, ISS Fisioterapia e ripartenza</em></p>
<p>16,45 <em>Musica e invecchiamento: esperienze cliniche e di ricerca in ambito psico-geriatrico</em><br />
<strong>Alfredo Raglio</strong>, <em>Musicoterapeuta</em></p>
<p>17,15 <em>Applicazioni della musica nella clinica cardiovascolare</em><br />
<strong>Sabino Iliceto</strong>, <em>Università degli Studi di Padova</em></p>
<p>17,45 <em>Effetti della musica sul musicista professionista e la percezione dell’impatto della propria musica su chi ascolta</em><br />
<strong>Claudio Scimone</strong>, <em>Musicista</em></p>
<p>18,15 <em>Orchestra giovanile del Conservatorio Cesare Pollin</em>i <strong>I POLLI(CI)NI</strong></p>
<p><strong>Presiede</strong><br />
<strong>Clelia Tabacchi Sabella</strong><br />
<em>Presidente Centro Studi Alvise Cornaro</em></p>
<p><strong>Mente e udito. Per sapere come va</strong><br />
Dalle ore 10,00 alle ore 18,30 tutti gli over 50 hanno la possibilità di una <strong>Visita audiometrica</strong> gratuita e di <strong>informarsi sul Potenziamento della memoria</strong> nella postazione allestita davanti al Bo.<br />
<em>A cura dei Dipartimenti di Neuroscienze e di Psicologia Generale Università degli Studi di Padova.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Progetto pilota per la valutazione della fragilità  e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 16:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato Sinossi Nei primi mesi del 2017 partirà il Progetto pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato. Il progetto, che coinvolgerà 190 anziani residenti presso le strutture della Fondazione Opera Immacolata Concezione di Padova, è realizzato dal Centro Studi Alvise Cornaro di Padova, in collaborazione con il CNR–Istituto di Neuroscienze, Padova “Invecchiamento”, l’Unità Operativa Complessa di ORL-Otochirurgia e Chirurgia Endoscopica delle vie aree, Azienda ospedaliera Università di Padova, e l’Unità Operativa Complessa di Rabilitazione Ortopedica dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Gli obiettivi di questo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Progetto pilota per la valutazione della fragilità<br />
e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato</h3>
<p><em>Sinossi</em></p>
<p>Nei primi mesi del 2017 partirà il Progetto pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato. Il progetto, che coinvolgerà <strong>190 anziani</strong> residenti presso le strutture della <strong>Fondazione Opera Immacolata Concezione di Padova</strong>, è realizzato dal <strong>Centro Studi Alvise Cornaro di Padova</strong>, in collaborazione con il<strong> CNR–Istituto di Neuroscienze, Padova “Invecchiamento”</strong>, l’Unità Operativa Complessa di ORL-Otochirurgia e Chirurgia Endoscopica delle vie aree, Azienda ospedaliera Università di Padova, e l’Unità Operativa Complessa di Rabilitazione Ortopedica dell’Azienda Ospedaliera di Padova.</p>
<p>Gli <strong>obiettivi</strong> di questo studio pilota sono valutare la prevalenza di fragilità, la prevalenza dei disturbi dell’udito e della vista e l’associazione tra fragilità e disturbi sensoriali visivi e/o uditivi in soggetti anziani residenti in casa di risposo.</p>
<p><strong>Perché questo studio:</strong> la fragilità è una sindrome fisiologica caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e dalla conseguente diminuzione della resistenza agli stress fisici e psicologici. L’anziano fragile è a rischio di esiti negativi quali cadute, disabilità, ospedalizzazioni e mortalità ma può ancora beneficiare di interventi preventivi . Diventa quindi di primaria importanza individuare i soggetti fragili e le aree di possibile intervento.</p>
<p><strong>I fattori di rischio della fragilità:</strong> i disturbi della vista e dell’udito, molto frequenti tra gli anziani, sono fattori di rischio per lo sviluppo di fragilità e per la sua progressione a disabilità, ed è quindi importante valutarne la prevalenza tra i soggetti fragili.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PERCORSO GRATUITO  DI  POTENZIAMENTO  DELLA MEMORIA</title>
		<link>http://www.alvisecornaro.org/percorso-gratuito-di-potenziamento-della-memoria/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 09:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[PERCORSO GRATUITO DI POTENZIAMENTO DELLA MEMORIA]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>PERCORSO GRATUITO DI POTENZIAMENTO DELLA MEMORIA</p>
<p><a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Memoria_WEB_ok.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1390 size-full" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Memoria_WEB_ok.jpg" alt="Memoria_WEB_ok" width="600" height="844" /></a><a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Memoria_Bassa-1.jpg"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I nonni non divorziano dai nipotini</title>
		<link>http://www.alvisecornaro.org/i-nonni-non-divorziano-dai-nipotini/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 15:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa succede ai nonni che perdono i nipotini? Succede che si svuota la loro vita, in un certo senso si anticipa la loro morte. La morte è un distacco, e la perdita dei nipotini è il distacco per eccellenza. (Da un articolo di Ferdinando Camon su “Avvenire”, 3 aprile 2011) Se ne parlerà nel corso dell’incontro che si svolgerà martedì 3 ottobre 2017 alle ore 16,30 nella Sala Rossini del Caffè Pedrocchi nel corso del conferimento del Premio “Nonno Speciale 2017”, assegnato a Giuliano Pisani e “Nipote Ideale 2017” assegnato a Francesca Cipriani. L’evento è organizzato dall’Associazione Nazionale Nonni. Info:]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa succede ai nonni che perdono i nipotini? Succede che si svuota la loro vita, in un certo senso si anticipa la loro morte. La morte è un distacco, e la perdita dei nipotini è il distacco per eccellenza. <em>(Da un articolo di Ferdinando Camon su “Avvenire”, 3 aprile 2011)</em></p>
<p>Se ne parlerà nel corso dell’incontro che si svolgerà martedì 3 ottobre 2017 alle ore 16,30 nella Sala Rossini del Caffè Pedrocchi nel corso del conferimento del Premio “Nonno Speciale 2017”, assegnato a Giuliano Pisani e “Nipote Ideale 2017” assegnato a Francesca Cipriani. L’evento è organizzato dall’Associazione Nazionale Nonni.</p>
<p><em>Info: Graziella Morello, Presidente Nazionale Nonni.<br />
</em><em>0498755673 | e-mail: graziella@alice.it</em></p>
<p><a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/PremioNonoSpeciale_Web.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1345 size-full" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/PremioNonoSpeciale_Web.jpg" alt="PremioNonoSpeciale_Web" width="300" height="447" /></a></p>
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		<title>Invecchiare nel corpo, invecchiare nella mente: armonie e disarmonie  &#8211; galleria fotografica</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2016 12:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<title>Convegno &#8220;Convegno  Invecchiare nel corpo, invecchiare nella mente: armonie e disarmonie&#8221;. Comunicato stampa conclusivo</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 15:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cornaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa conclusivo  Convegno Invecchiare nel corpo, invecchiare nella mente: armonie e disarmonie Centro studi Alvise Cornaro Venerdì 11 novembre 2016 Aula Magna dell’Università di Padova Venerdì 11 novembre si è tenuto nell’Aula Magna dell’Università di Padova il Convegno annuale del Centro Studi Alvise Cornaro, che è stato dedicato quest’anno al tema della fragilità nell’anziano. Con il titolo “Invecchiare nel corpo, invecchiare nella mente: armonie e disarmonie” si è indagata la riduzione delle riserve funzionali nella vecchiaia e della resistenza allo stress fisico ed emotivo. L’11 novembre è stata una data particolare. Nello stesso memento in cui si teneva il]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Comunicato stampa conclusivo</strong></span></p>
<h3 style="text-align: center;"> Convegno<br />
Invecchiare nel corpo, invecchiare nella mente: armonie e disarmonie<br />
Centro studi Alvise Cornaro<br />
Venerdì 11 novembre 2016<br />
Aula Magna dell’Università di Padova</h3>
<p><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_01Web.jpg"><img class="alignleft wp-image-1277 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_01Web-150x150.jpg" alt="cornaro_2016_01web" width="150" height="150" /></a>Venerdì 11 novembre si è tenuto nell’Aula Magna dell’Università di Padova il Convegno annuale del Centro Studi Alvise Cornaro, che è stato dedicato quest’anno al tema della fragilità nell’anziano. Con il titolo <strong>“Invecchiare nel corpo, invecchiare nella mente: armonie e disarmonie”</strong> si è indagata la riduzione delle riserve funzionali nella vecchiaia e della resistenza allo stress fisico ed emotivo.</p>
<div id="attachment_1280" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_16_Web.jpg"><img class="wp-image-1280 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_16_Web-150x150.jpg" alt="cornaro_2016_16_web" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Clelia Tabacchi Sabella</p></div>
<p>L’11 novembre è stata una data particolare. Nello stesso memento in cui si teneva il convegno, si svolgevano a Milano, i funerali di Umberto Veronesi. Il noto scienziato, nel 1995, eravamo agli albori del Centro Studi, è stato insignito del Premio Alvise Cornaro. Un saluto e un ricordo al grande scienziato è stato rivolto in apertura dalla Presidente <strong>Clelia Tabacchi Sabella</strong>.</p>
<p>“Veronesi, ha detto la presidente, è stato uno dei primi testimonial del nostro lavoro. In quella lontana occasione, <a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_30_Web.jpg"><img class="alignleft wp-image-1281 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_30_Web-150x150.jpg" alt="cornaro_2016_30_web" width="150" height="150" /></a>ci ha dedicato un significativo saluto <em>‘Sono pieno di ammirazione per l’Associazione Alvise Cornaro e per la straordinaria attività che con tanta generosità svolge, ma soprattutto sono pieno d’orgoglio per essere stato prescelto per l’ambitissimo premio” (16 agosto 1995)”. </em>Parole generose che ci hanno stimolato nel nostro percorso. Oggi, sul Corriere della Sera, la figlia Paola, ha ricordato che il padre le confidò che la Fondazione Veronesi nacque in seguito a un premio ricevuto. “Fa piacere, che anche noi abbiamo messo il nostro sassolino per la nascita della Fondazione Veronesi.”</p>
<div id="attachment_1283" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_28_Web.jpg"><img class="wp-image-1283 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_28_Web-150x150.jpg" alt="cornaro_2016_28_web" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Luisa Nolli</p></div>
<p>Dopo i saluti del Comune di Padova, portati dalla dottoressa <strong>Maria Luisa Nolli</strong>, il Convegno è iniziato con l’intervento di <strong>Stefania Maggi,</strong><em> Dirigente di Ricerca CNR, Istituto di Neuroscienze e membro del Consiglio Direttivo del Centro Studi Alvise Cornaro. <a href="http://www.alvisecornaro.org/?p=1332&amp;preview=true">(Vedi intervista)</a> </em>Nel suo un intervento, Maggi ha definito il concetto di vulnerabilità dell’anziano e indicato alcune attività che permettono di recuperare in termini di salute e di benessere. (<a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Maggi-alvise-cornaro-2016.pdf"><em>Vai alle  slide</em></a>)</p>
<p>Sono cinque le caratteristiche che definiscono la vulnerabilità nell’anziano: 1. perdita di peso involontaria ≥ 5% nell’ultimo anno; 2. stanchezza o affaticamento; 3. sedentarietà; 4. andatura lenta (cammino per 4 metri); 5. debolezza muscolare.</p>
<div id="attachment_1287" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_26_Web1.jpg"><img class="wp-image-1287 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_26_Web1-150x150.jpg" alt="cornaro_2016_26_web" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Stefania Maggi</p></div>
<p>Le conseguenze possono essere molto importanti con complicanze che possono portare alla disabilità e anche alla morte.</p>
<p>Si tratta di uno stato, tuttavia, che ha importanti percentuali di reversibilità. Il 23% può, infatti, ritornare da una condizione di fragilità a quella di pre-fragilità e quasi il 12% dallo stato di pre-fragilità a quello di individuo sano.</p>
<p>Come evitare o regredire da questa condizione? Nel suo intervento Maggi ha voluto lanciare alcuni messaggi positivi sia in termini di prevenzione che di terapia, con alcuni consigli. Il primo di questi riguarda l’attività fisica, i cui benefici sono certificati da una lunga storia di indagini scientifiche sottolineando come l’attività fisica, si è dimostrato, non influisce solo sul “corpo”, in particolare sulla diminuzione della massa grassa, ma anche sulle capacità cognitive.</p>
<p>All’attività fisica si deve affiancare, per una buona prevenzione, una corretta alimentazione. Una grande mole di studi indicano nella dieta mediterranea un alleato fondamentale contro la fragilità. Oggi, ha precisato Maggi, si preferisce ampliare il concetto di dieta e parlare di <strong><em>“stile mediterraneo</em></strong>”, come adesione a uno stile alimentare che interviene sulla salute cardiovascolare, sul diabete e sulla stessa fragilità e in generale sul benessere fisico.</p>
<div id="attachment_1289" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_23_Web.jpg"><img class="wp-image-1289 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_23_Web-150x150.jpg" alt="cornaro_2016_23_web" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Alessandro Martini</p></div>
<p>La seconda lettura è stata tenuta dal prof. <strong>Alessandro Martini, </strong><em>Ordinario di Otorinolaringoiatria, direttore DAIS di Neuroscienze e Organi di Senso, Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Padova, </em>dal titolo <strong>Udito e equilibrio: cofattori nella fragilità dell’anziano?</strong></p>
<p>Martini <em> <a href="http://www.alvisecornaro.org/?p=1332&amp;preview=true">(Vedi intervista)</a> </em>ha esordito con un dato di grande rilevanza. “La letteratura dimostra che l’ipoacusia severa è in grado di aumentare, in maniera indipendente rispetto ad altri potenziali fattori, di ben 5 volte il rischio di sviluppare demenza.” E’ quindi un cofattore importante del decadimento cognitivo e dello stesso Alzheimer.  (<a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/martini-cornaro-2016.pdf"><em>Vai alle  slide</em></a>)</p>
<p>Ma i problemi dell’udito hanno un grande impatto anche sull’equilibrio &#8211; organo che fa parte appunto dell’udito – e che può comportare cadute con conseguenze molto gravi per lo stato complessivo della persona.</p>
<p>Inoltre, altro concetto sviluppato da Martini, l’ipocusia incide sulla comunicazione. La nostra comunicazione è in gran parte orale, ha ricordato Martini e un deficit dell’udito influisce su di essa. Le protesi o l’impianto cocleare aiutano moltissimo, ma si tratta anche di capire il funzionamento dell’udito per mettere in atto atteggiamenti corretti. L’orecchio infatti non è un registratore, ma un canale di comunicazione con il cervello. In presenza di una persona ipocusica si tende ad aumentare il volume della voce mentre l’atteggiamento corretto sarebbe quello di diminuire il numero di parole per minuto. Infatti è il canale di trasmissione dall’orecchio al cervello che si trova in difficoltà. Chi sente, chi ascolta è infatti il cervello, non l’orecchio. Per questo, in situazioni difficili, per poter sentire devono essere impiegate dal soggetto molte risorse cognitive.</p>
<p>Per illustrare il concetto, Martini usa l’immagine della piramide rovesciata. Se la società può infatti essere rappresentata come una piramide con una moltitudine di elementi alla base e un vertice sempre più ristretto, l’udito ha alla propria base poche cellule che portano gli stimoli alla corteccia cerebrale dotata di un numero di gran lunga superiore di cellule.</p>
<p>C’è una correlazione tra iposucia e decadimento cognitivo? Per Martini la risposta è positiva ed è dimostrata, oltre che da successivi studi e da alcune ricerche in corso, da uno studio epidemiologico fatto proprio a Padova molti anni orsono.</p>
<p>Oggi, ha concluso Martini, possiamo dire che è possibile rallentare la progressione dell’ipocusia e che, rallentare di un solo anno l’evoluzione del quadro clinico, porterebbe ad una riduzione del 10% del tasso di prevalenza della demenza nella popolazione generale.</p>
<div id="attachment_1290" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_20_Web.jpg"><img class="wp-image-1290 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_20_Web-150x150.jpg" alt="cornaro_2016_20_web" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Stefano Masiero</p></div>
<p>La terza lettura è stata del prof. <strong>Stefano Masiero</strong><em>, Professore Ordinario Medicina Fisica e Riabilitativa &#8211; Università degli Studi di Padova </em>dal titolo <strong>Fisioterapia e ripartenza </strong>incentrata in gran parte sulle nuove tecnologie a disposizione e in particolare sui contributi della robotica. <em> <a href="http://www.alvisecornaro.org/?p=1332&amp;preview=true">(Vedi intervista)</a> </em>Per Masiero va innanzitutto respinto il pregiudizio che ritiene che gli anziani facciano resistenza alle nuove tecnologie. “L’esperienza ci sta dicendo che sono molto ad accettare terapie che si avvalgono di diverse tecniche e tecnologie.” Quindi nessuna chiusura al progresso e alla modernità.</p>
<p>Inoltre molte persone anziane dimostrano grande adattabilità essendo ancora presente la plasticità del cervello. Per una fisioterapia che procuri una ripartenza è molto impostante che la proposta di intervento sia adattata alla singola persona e alla sua età.</p>
<p>E’ per capire l’esatta situazione del paziente che ci vengono in aiuto le nuove tecnologie. Si parte dalla valutazione del movimento che offre molte indicazioni utili. Un tempo erano delegati all’esperienza del medico, al suo “occhio clinico”.  Oggi la robotica e le nuove tecnologie sulla stimolazione corticale ci offrono molte informazioni sulla situazione dei vari muscoli e quali di questi impediscono una deambulazione fisiologica.</p>
<p>Oggi possiamo misurare le varie fasi e le risposte della cinematica e della cinetica del movimento e capire la situazione di fragilità e la pre-fragilità con informazioni anche di tipo predittivo. Studi recenti indicano che una diminuzione della velocità di deambulazione possono precedere la presenza di un deficit cognitivo.</p>
<p>E’ da questa analisi che si costruisce il piano terapeutico riabilitativo anche con l’utilizzo della robotica in grado di aumentare l’efficienza e l’efficacia del programma.</p>
<p>Nella terapia, poi, la robotica interviene con sistemi aptici. Il robot impara dal paziente in modo che il paziente impari dal robot. Strumentazioni costruite per interagire con l’uomo e aiutarne i movimenti con un vero e proprio lavoro di ri-apprendimento.</p>
<p>Infine Masiero ha fatto riferimento alla Neuromodulazione, un nuovo campo di studio che va ad operare una stimolazione cerebrale o corticale, attraverso stimolazione elettrica o magnetica non invasiva e a bassa intensità, si riesce a modulare in senso inibitori o eccitatorio l’azione su una cellula. L’attivazione corticale riesce a far effettuare un esercizio operando quindi un vero e proprio ri-apprendimento motorio.</p>
<div id="attachment_1292" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_17_Web.jpg"><img class="wp-image-1292 size-thumbnail" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Cornaro_2016_17_Web-150x150.jpg" alt="cornaro_2016_17_web" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Nicoletta Berardi</p></div>
<p>E proprio sulla plasticità cerebrale e sulle possibilità di recupero è incentrato l’intervento <strong>Nicoletta Berardi, </strong><em>Dipartimento di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco, Salute del Bambino, Università di Firenze, e Istituto di Neuroscienze, CNR, Pisa</em>, dal titolo <strong>Allenare il cervello per invecchiare bene. </strong>La professoressa Berardi fa parte della scuola del prof. Lamberto Maffei che a questo tema ha dato contributi fondamentali. <em> <a href="http://www.alvisecornaro.org/?p=1332&amp;preview=true">(Vedi intervista)</a> </em></p>
<p>L’intervento parte da una domanda alla quale cerca la risposta. “Perché allenare il cervello può essere utile per invecchiare con successo o ancora invecchiare con grazia o ancora invecchiare con gioia?” (<a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Finale-Berardi-convegno-padova-11-novembre-2016.pdf"><em>Vai alle  slide</em></a>)</p>
<p>Per Berardi l’invecchiamento rappresenta un’opportunità ma anche un problema e i problemi vengono principalmente dalla fragilità, in particolare quella cognitiva. “E’ la più grande minaccia all’invecchiamento di successo.”</p>
<p>Che non invecchiamo tutti nello stesso modo fa parte dell’evidenza e dell’esperienza di ciascuno di noi. Questo dato lo si può osservare anche a livello cerebrale. Non memorizzeremmo nulla se i circuiti cerebrali non fossero plastici. Esiste inoltre nell’invecchiamento una plasticità compensativa che si manifesta con l’attivazione di un maggior numero di aree cerebrali durante l’esecuzione di un compito in soggetti anziani rispetto a soggetti giovani.</p>
<p>Mentre alcuni fattori associati ad un invecchiamento di successo sembrano legati al patrimonio genetico o ad aspetti dell’esperienza infantile o giovanile, come la scolarità, altri sono legati a fattori dello stile di vita. Questi includono la nutrizione, il non fumare, il praticare attività fisica, l’essere coinvolti in attività cognitivamente stimolanti. Si è visto che molti di questi fattori sono modificabili anche nella mezza età o nell’età anziana, in modo da promuovere un invecchiamento sano.</p>
<p>La malattia, tuttavia, inizia molto prima del momento della diagnosi. Per illustrare le possibili evoluzioni del danno cognitivo lieve, Berardi propone l’immagine di una rotatoria.  Chi è affetto da danno cognitivo lieve è come se si trovasse all’interno di una rotatoria. Può continuare a girare all’interno della stessa oppure uscirne sia per ritornare verso un invecchiamento sano, ma anche, purtroppo, per imboccare la strada della demenza. “Possiamo fare qualcosa. Possiamo almeno fare in modo che non escano dalla rotatoria?” Si chiede Berardi.</p>
<p>L’approccio proposto per un esito favorevole è quello dell’<strong>invecchiamento arricchito</strong>, Vale a dire una combinazione di attività cognitivamente stimolanti, di attività fisica, di interazioni sociali (interesse, curiosità, soddisfazione). Si tratta di una approccio sperimentato dapprima sugli animali e si è visto che produce un aumento della plasticità neurale, un potenziamento dei processi di apprendimento e memoria e neuroprotezione, particolarmente evidenti negli animali anziani.</p>
<p>Sull’uomo ci sono evidenze che mostrano come uno stile di vita ricco di attività cognitivamente stimolanti, di attività fisica e di interazioni sociali, correlati tra loro, da una maggior probabilità di mantenere un buono stato cognitivo anche in età molto anziana. Si è visto che queste attività hanno effetto anche quando intraprese dopo la mezza età o in età decisamente anziana. “Importante – ha sottolineato Berardi &#8211;  che siano attività che danno soddisfazione.”</p>
<p>Un semplice messaggio finale valido per tutti. “Passeggiate, fate tante passeggiate. Incontrate qualcuno e fate attività sociale, e anche attività cognitiva. A questo unite una buona dieta mediterranea e le cresceranno le possibilità di un invecchiamento di successo.”</p>
<p>A margine del convegno è stato infine presentato il <strong>“Progetto pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato”</strong> che sarà realizzato nei primi mesi del prossimo anno grazie alla sponsorizzazione di <strong>Salmoiraghi &amp; Viganò. </strong>Il senso della cooperazione con l’OiC è stato illustrato nel corso del convegno da <strong>Ernesto Burattin</strong>, <em>Direttore generale Fondazione Opera Immacolata concezione.  <a href="http://www.alvisecornaro.org/?p=1332&amp;preview=true">(Vedi intervista)</a> </em></p>
<p><strong><em>Sinossi del progetto<br />
</em></strong><em>(</em><em><a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Progetto-Fragilit%C3%A0-e-Deficit-Sensoriali-11_11_2016.pdf"><em>Vai alle  slide</em></a></em><em>)</em><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p>Nei primi mesi del 2017 partirà il Progetto pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato. Il progetto, che coinvolgerà 190 anziani residenti presso le strutture della Fondazione Opera Immacolata Concezione di Padova, è realizzato dal <strong>Centro Studi Alvise Cornaro</strong> di Padova, in collaborazione con il <strong>CNR–Istituto di Neuroscienze</strong>, Padova “Invecchiamento”, l’Unità Operativa Complessa di <strong>ORL-Otochirurgia e Chirurgia Endoscopica</strong> delle vie aree, Azienda ospedaliera Università di Padova, e l’Unità Operativa Complessa di <strong>Rabilitazione Ortopedica</strong> dell’Azienda Ospedaliera di Padova.</p>
<p>Gli<strong> obiettivi</strong> di questo studio pilota sono valutare la prevalenza di fragilità, la prevalenza dei disturbi dell’udito e della vista e l’associazione tra fragilità e disturbi sensoriali visivi e/o uditivi in soggetti anziani residenti in casa di risposo.</p>
<p><strong>Perché</strong> questo studio: la fragilità è una sindrome fisiologica caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e dalla conseguente diminuzione della resistenza agli stress fisici e psicologici. L’anziano fragile è a rischio di esiti negativi quali cadute, disabilità, ospedalizzazioni e mortalità ma può ancora beneficiare di interventi preventivi . Diventa quindi di primaria importanza individuare i soggetti fragili e le aree di possibile intervento.</p>
<p>I <strong>fattori di rischio</strong> della fragilità: i disturbi della vista e dell’udito, molto frequenti tra gli anziani, sono fattori di rischio per lo sviluppo di fragilità e per la sua progressione a disabilità, ed è quindi importante valutarne la prevalenza tra i soggetti fragili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ufficio stampa: Studio Lavia<br />
</em>Tel. 049 9877412 – Fax: 1782727838<br />
Cell. 348 2628177 Francesco Nosella</p>
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		<title>Presentazione del progetto “Valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato”. Le slide dei relatori</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 09:13:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo le slide utilizzate dai relatori per i loro interventi Vulnerabile, ma con grande capacità di ripresa: ecco l’anziano di oggi Stefania Maggi, Dirigente di Ricerca CNR, Istituto di Neuroscienze e membro del Consiglio Direttivo del Centro Studi Alvise Cornaro maggi-alvise-cornaro-2016 &#160; Allenare il cervello per invecchiare bene Nicoletta Berardi, Department of Neuroscience, Psychology, Drug research, Child Health, Florence University, Florence Institute of Neuroscience of the CNR, Pisa, Italy finale-berardi-convegno-padova-11-novembre-2016 &#160; Udito e equilibrio: cofattori nella fragilità dell’anziano? Alessandro Martini, Ordinario di Otorinolaringojatria, direttore DAIS di Neuroscienze e Organi di Senso, Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Padova martini-cornaro-2016 &#160; Presentazione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo le slide utilizzate dai relatori per i loro interventi<br />
<a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Maggii_CoverSlideWeb.jpg"><img class="alignleft wp-image-1299" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Maggii_CoverSlideWeb-150x150.jpg" alt="maggi_coverslideweb" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em><strong>Vulnerabile, ma con grande capacità di ripresa: ecco l’anziano di oggi<br />
</strong></em><strong>Stefania Maggi</strong>, <em>Dirigente di Ricerca CNR, Istituto di Neuroscienze e membro del Consiglio Direttivo del Centro Studi Alvise Cornaro</em></p>
<p><a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Maggi-alvise-cornaro-2016.pdf">maggi-alvise-cornaro-2016</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Berardi_CoverSlideWeb.jpg"><img class="alignleft wp-image-1296" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Berardi_CoverSlideWeb-150x150.jpg" alt="berardi_coverslideweb" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><em>Allenare il cervello per invecchiare bene</em> </strong><br />
<strong>Nicoletta Berardi, </strong><em>Department of Neuroscience, Psychology, Drug research, Child Health, Florence University, Florence Institute of Neuroscience of the CNR, Pisa, Italy</em></p>
<p><a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Finale-Berardi-convegno-padova-11-novembre-2016.pdf">finale-berardi-convegno-padova-11-novembre-2016</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Martini_CoverSlideWeb.jpg"><img class="alignleft wp-image-1302" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Martini_CoverSlideWeb-150x150.jpg" alt="martini_coverslideweb" width="150" height="150" /></a>Udito e equilibrio: cofattori nella fragilità dell’anziano?</strong></em><br />
<strong>Alessandro Martini</strong><em>, Ordinario di Otorinolaringojatria, direttore DAIS di Neuroscienze e Organi di Senso, Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Padova</em></p>
<p><a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/martini-cornaro-2016.pdf">martini-cornaro-2016</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a class="esplodi" href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/ProgettoPilota_CoverSlideWeb.jpg"><img class="alignleft wp-image-1305" src="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/ProgettoPilota_CoverSlideWeb-150x150.jpg" alt="progettopilota_coverslideweb" width="150" height="150" /></a>Presentazione del progetto</strong><br />
<strong><em>“Valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato”</em></strong></p>
<p><a href="http://www.alvisecornaro.org/wp-content/uploads/Progetto-Fragilità-e-Deficit-Sensoriali-11_11_2016.pdf">progetto-fragilita-e-deficit-sensoriali-11_11_2016</a></p>
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