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17 December 2017

Invecchiare in Armonia. Comunicato stampa

Invecchiare in Armonia. Comunicato stampa

Comunicato stampa 01

Convegno
Invecchiare in armonia. Rumori, Suoni, Musica
Centro studi Alvise Cornaro – Giovedì 9 novembre 2017
Aula Magna dell’Università di Padova, ore 15,30

“Invecchiare in armonia. Rumori, suoni, musica” è il titolo del Convegno organizzato dal Centro Studi Alvise Cornaro che chiude un ciclo di riflessioni, sviluppato negli ultimi anni, sul tema dell’importanza “dei sensi”, della sensorialità, nella vecchiaia. Il convegno si terrà giovedì 9 novembre nell’Aula Magna dell’Università di Padova a partire dalle ore 15,30.

La riflessione sui sensi è iniziata nel 2014 con il convegno “Sentire lo sguardo”, un approfondimento dedicato alla disabilità sensoriale per individuare soluzioni che possano promuovere “l’autonomia e la partecipazione sociale dell’anziano con disabilità”. Nel 2015 è toccato al gusto. Era l’anno dell’Expo dedicato a “Nutrire la terra”. Con un folto panel di esperti, sotto il titolo “A tavola non si invecchia”, sono stati analizzati diversi aspetti del cibo: nutrizionali, simbolici, sensoriali e, con l’aiuto di Vittorino Andreoli, si è verificato come il “piacere fisico del cibo che stimola la sensorialità va a costituire l’individualità del soggetto.” Lo scorso anno, parlando della fragilità dell’anziano, l’analisi si è invece concentrata sull’udito, evidenziando uno stretto rapporto tra ipocusia e demenza.

Si chiude quest’anno con una riflessione che riprende il tema dell’udito e propone un doppio messaggio. Il primo è di allarme; il secondo, positivo, di incoraggiamento.

Il rumore e la musica non hanno lo stesso effetto sull’udito e quindi sul cervello e sul benessere generale. L’inquinamento acustico, il “rumore”, causa problemi alla salute a breve e lungo termine. Può provocare disturbi del sonno, calo delle prestazioni, effetti cardiovascolari e logoramento dell’appartato acustico. L’armonia, invece, la “musica”, produce numerosi effetti positivi sia alla salute che al benessere globale. La musica è utilizzata per migliorare, mantenere o recuperare funzioni cognitive, emozionali e sociali e rallentare la progressione di determinate malattie. Se ne parlerà con cardiologi, fisioterapisti, musicoterapeuti ma anche importanti musicisti, per una testimonianza diretta.

Il programma del convegno prevede dopo il saluto delle Autorità la “Presentazione ed esposizione dati del progetto pilota per la valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato” a cura di Stefania Maggi, CNR Istituto di Neuroscienze, Invecchiamento Padova e membro del Consiglio Direttivo del Centro Studi Alvise Cornaro. Seguono le relazioni di Ludovica Malaguti Alberti, Centro Nazionale Sostanze Chimiche, ISS su “Impatto dell’inquinamento acustico sulla salute dell’anziano” di Alfredo Raglio, Musicoterapeuta su Musica e invecchiamento: esperienze cliniche e di ricerca in ambito psico-geriatrico e di Sabino Iliceto, Università degli Studi di Padova su “Applicazioni della musica nella clinica cardiovascolare”. Ma accanto agli studiosi, parlando di musica, non poteva mancare una testimonianza diretta sul valore di questa disciplina, attività o arte. Sarà quindi il musicista, direttore d’orchestra Claudio Scimone a parlarci degli “Effetti della musica sul musicista professionista e la percezione dell’impatto della propria musica su chi ascolta”.

Il Convegno sarà presieduto da Clelia Tabacchi Sabella, Presidente Centro Studi Alvise Cornaro, che ci tiene a sottolineare come il Centro Studi non si limita all’organizzazione di incontri confronti sul tema della sensorialità nell’anziano ma che “porta all’attenzione del dibattito scientifico una ricerca pilota sul campo sulla Valutazione della fragilità e dei deficit sensoriali nell’anziano istituzionalizzato, che ci sta impegnando, insieme con Opera Immacolata Concezione (OIC) di Padova, dell’Istituto di Neuroscienze, sezione Invecchiamento, Padova del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Dipartimento di Neuroscienze di Padova, e i cui risultati saranno disponibili nel corso del 2018.”

Il progetto, di alto valore scientifico, vuole valutare in una popolazione anziana istituzionalizzata i seguenti aspetti: la prevalenza di fragilità; la prevalenza di disturbi dell’udito; la prevalenza di disturbi della vista; l’associazione tra fragilità e disturbi sensoriali visivi e/o uditivi.

Identificare gli anziani fragili, non ancora disabili, è quindi importante perché permette di caratterizzare i soggetti a rischio di eventi negativi quali cadute, disabilità, ospedalizzazione e mortalità, ma che possono ancora beneficiare di interventi preventivi.
Il progetto coinvolge i residenti della Fondazione OIC di Padova di età uguale o superiore ai 70 anni che non abbiano disabilità totale nella marcia e/o un deterioramento cognitivo grave. I soggetti che aderiscono all’iniziativa vengono sottoposti a una valutazione audiologica e oculistica complete, una valutazione fisiatrica e una valutazione geriatrica. Il progetto, che da maggio a oggi ha coinvolto circa 80 persone, sta riscuotendo molta soddisfazione tra i residenti e i familiari soprattutto per la possibilità di beneficiare di visite specialistiche complete e gratuite senza doversi spostare: tutte le valutazioni vengono infatti effettuate all’interno della Fondazione OIC dai diversi specialisti.

Sarà tuttavia tutta la giornata di giovedì 9 novembre a essere dedicata al controllo della sensorialità dell’anziano con un’opera di sensibilizzazione, screenig cognitivi e dell’udito a tutti gli over ’50 in un’unità mobile collocata tra il Palazzo Bo e Palazzo Moroni.

Ufficio stampa: Studio Lavia
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