07:14 pm
19 October 2019

Premio Master “Alvise Cornaro 2015″ a Elena Ferlini

Premio Master “Alvise Cornaro 2015″ a Elena Ferlini

Il Centro studi Alvise Cornaro ha conferito il premioMaster “Alvise Cornaro 2015″ alla dottoressa Elena Ferlini per la ricerca intitolata: “Il presente rinasce dal passato: terapia della reminiscenza in anziani istituzionalizzati“.
Tale lavoro, in linea con le finalità del Centro Studi, mostra quanto un intervento basato sul racconto strutturato della storia di vita degli anziani, possa migliorare il tono dell’umore, la soddisfazione di vita e miglioramento delle prestazioni cognitive.
Il premio è stato consegnato alla dottoressa Ferlini dal Prof. Giuliano Enzi, vice presidente del Centro studi Alvise Cornaro, nel corso della Cerimonia di consegna dei diplomi Master da Parte dell’Università di Padova svoltasi a Palazzo della Ragione sabato 9 maggio.

Vai all’intervista a Giuliano Enzi
Vai all’intervista a Elena Ferlini

 

“Il presente rinasce dal passato: terapia della reminiscenza in anziani istituzionalizzati”

Numerosi studi hanno dimostrato le capacità plastiche del cervello in età avanzata e in presenza di demenza e questo ha portato a proporre numerose attività di stimolazione cognitiva per gli anziani. Tra i più utilizzati nelle strutture residenziali vi è la Terapia della Reminiscenza: un trattamento fondato sul recupero dei ricordi. Viene sfruttata la tendenza tipica dell’anziano a ricordare e questo può essere fatto anche in caso di patologie dementigene importanti, in quanto la memoria autobiografica viene compromessa solo in una fase tardiva della malattia. Può essere considerata come una vera e propria stimolazione cognitiva: oltre alla memoria sono attivate anche altre funzioni, quali ad esempio l’attenzione e le funzioni esecutive. Nell’invecchiamento sano sono stati dimostrati una diminuzione dei sintomi depressivi ed un aumento del senso di salute percepito, soprattutto in anziani residenti in struttura. Nell’invecchiamento patologico si sono visti dei miglioramenti dei sintomi depressivi, della qualità di vita e del funzionamento cognitivo.
Lo studio si è svolto in due strutture dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona e l’attività è stata proposta a due gruppi distinti e diversi tra loro. Il primo era formato da 15 persone residenti nel gruppo protetto “Facci” della residenza al parco e in tutti i partecipanti era stato riscontrato un deterioramento cognitivo di grado medio/grave. Il secondo gruppo era formato da 8 persone che vivono al secondo piano della residenza Loro i quali o erano sani o avevano un lieve deterioramento del funzionamento cognitivo. Scopo dell’attività era quello di valutare l’efficacia di questa stimolazione nel mantenimento delle capacità residue, siano esse cognitive, emotive e comportamentali, osservando se l’attività fosse maggiormente indicata per un gruppo di anziani con demenza medio-grave o con invecchiamento sano o lieve deterioramento cognitivo. Il percorso consisteva in 10 incontri a cadenza settimanale di circa un’ora ciascuno. I criteri di inclusione nell’attività sono stati il non allettamento e una sufficiente capacità linguistica. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad una valutazione pre e post attività di reminiscenza. Per ogni incontro veniva proposto un argomento di discussione, in modo che durante il percorso si riuscisse a toccare i momenti più significativi dell’intero arco di vita delle persone. Al termine di ogni incontro, per ogni partecipante veniva compilata una scheda di monitoraggio dell’attività, creata ad hoc, in modo da monitorare i cambiamenti.
Analizzando i dati ottenuti al pre-test ed al post-test per il gruppo “Facci” si nota una diminuzione statisticamente significativa del punteggio ottenuto alla scala che misura la depressione in persone con demenza. Possiamo affermare che la Reminiscenza ha avuto effetti positivi sullo stato emotivo dei partecipanti. Per il gruppo “Loro” si avvicina alla significatività la diminuzione del punteggio alla scala per la depressione in geriatria e anche in questo caso si può affermare che vi sia stato un miglioramento emotivo nei partecipanti.
A livello qualitativo appare evidente per il gruppo “Loro” l’effetto positivo anche per il funzionamento cognitivo dei soggetti; inoltre le partecipanti si sono dichiarate soddisfatte sia a livello di identità personale, sia a livello interpersonale per le relazioni intrecciate. Per il gruppo “Facci”, un effetto positivo sul funzionamento cognitivo lo si ha per circa la metà dei partecipanti. Entrambi i gruppi hanno partecipato positivamente all’attività proposta.
Si possono pensare ulteriori sviluppi per questa tipologia di attività, che prevedano la partecipazione dei familiari e degli operatori, con lo scopo di integrare la reminiscenza in tutte le attività della vita quotidiana, ponendo al centro dell’attività l’anziano, la sua personalità, il suo passato.

Dr.ssa Elena Ferlini – Psicologa, Esperta in Psicologia dell’Invecchiamento